Revisione effettuata a giugno 2026
| Scheda tecnica | |
| Eziologia | Famiglia Hantaviridae, genere Orthohantavirus |
| Vettore | Il passaggio avviene direttamente dal serbatoio naturale (roditore) all’essere umano, senza alcun insetto vettore (trasmissione veicolare o per via aerea) |
| Principali serbatoi | 1. Roditori nel continente Americano (Nuovo Mondo) - Topo cervo (Peromyscus maniculatus): serbatoio principale del Sin Nombre virus (SNV), uno degli Hantavirus più pericolosi nel Nord America. - Topo dalle zampe bianche (Peromyscus leucopus): vettore del virus New York (NY-1). - Ratto del cotone (Sigmodon hispidus): vettore del virus Black Creek Canal (BCCV). - Topo risaiolo palustre (Oryzomys palustris): vettore del virus Bayou (BAYV). - Topi a coda lunga (genere Oligoryzomys): diffusi soprattutto in Sud America (es. Argentina, Cile), vettori del virus Andes (ANDV). 2. Roditori in Europa e Asia (Vecchio Mondo) - Topo selvatico a dorso striato (Apodemus agrarius): serbatoio del virus Hantaan (HTNV) (molto diffuso in Asia) e del virus Dobrava (DOBV) (presente nei Balcani e in Europa centrale). - Arvicola rossastra (Myodes glareolus): ospite naturale del virus Puumala (PUUV), diffuso in gran parte d’Europa (Scandinavia e Russia incluse). Causa una forma di Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS) generalmente più lieve, chiamata nefropatia epidemica (NE). - Ratto marrone o Ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus): vettore del virus Seoul (SEOV), diffuso a livello globale proprio a causa dei commerci marittimi e presente anche in contesti urbani. Altri serbatoi (Insettivori e Chirotteri) Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha isolato Hantavirus anche in animali non roditori, sebbene il rischio di trasmissione all’uomo da queste specie sia ancora oggetto di studio: talpe e toporagni (Insettivori), pipistrelli (Chirotteri). |
| Modalità di trasmissione | La principale via di trasmissione è l’inalazione di particelle aerodisperse di urina, feci o saliva di roditori infetti. Altre possibili vie di trasmissione sono i morsi di roditori, il contatto con il naso o la bocca dopo aver maneggiato oggetti contaminati da urina, escrementi o saliva di roditori, o l’ingestione di cibo contaminato. Il rischio di trasmissione aumenta in associazione ad attività all’aperto (ad esempio agricoltura, silvicoltura, giardinaggio e attività ricreative) o durante la pulizia di ambienti come cantine e soffitte. Sebbene l’RNA di PUUV sia stato rilevato nella saliva dei pazienti, la trasmissione da uomo a uomo è stata finora dimostrata solo per ANDV, endemico in Sud America. La trasmissione verticale durante la gravidanza non è stata confermata per DOBV o PUUV, sebbene sia stata osservata la trasmissione passiva di immunoglobuline. Tuttavia, è stata segnalata la trasmissione tramite latte materno per ANDV, che può anche avere il potenziale di trasmissione sessuale. |
| Aree endemiche o a rischio | Le aree a rischio Hantavirus non sono confinate a una sola regione, ma sono distribuite in tutto il mondo, ad eccezione dell’Antartide. Il rischio biologico e il tipo di malattia cambiano radicalmente a seconda della zona geografica, poiché dipendono strettamente dall’habitat dei roditori che fanno da serbatoio al virus. La mappa del rischio si divide principalmente in due macro-aree: 1. Americhe (Rischio HPS - Sindrome Polmonare) Le aree a maggior rischio epidemiologico sono: - Stati Uniti e Canada: il rischio è concentrato soprattutto nelle regioni occidentali e rurali (stati come New Mexico, Colorado, Arizona, California e le province canadesi come l’Alberta). Il vettore è il topo cervo. - Sud America: Le aree rurali e boschive di Argentina, Cile, Brasile, Paraguay e Uruguay sono considerate ad alto rischio. In queste zone circola ANDV, l’unico hantavirus per cui è stata documentata anche una limitata e rara trasmissione da persona a persona in caso di contatti stretti. 2. Europa e Asia (Rischio HFRS) - Asia (Cina e Russia asiatica): area con il maggior numero di casi al mondo. Le zone rurali della Cina e della penisola coreana registrano una presenza endemica massiccia (legata soprattutto ad HTNV). - Europa Settentrionale e Orientale: Scandinavia (in particolare Finlandia e Svezia), Russia occidentale e paesi balcanici sono aree storicamente endemiche per PUUV e il virus DOBV. - Europa Centrale e Occidentale: Germania, Francia, Belgio e Austria registrano picchi periodici di casi, legati alle fluttuazioni della popolazione di arvicole nei boschi di latifoglie. - Italia: il rischio è molto basso. Sono stati segnalati rarissimi casi sporadici o d’importazione (viaggiatori di ritorno da zone endemiche), e il virus sorvegliato è principalmente il Tula (TULV) o forme lievi di PUUV isolate in piccoli roditori selvatici, ma non rappresenta un’emergenza sanitaria. |
| Periodo di incubazione e trasmissibilità | Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 1 e 6 settimane, con una media di 2-4 settimane. |
| Viremia | Nell’uomo, la viremia è transitoria, acuta e scompare in pochi giorni. Durante il lungo periodo di incubazione la viremia è inizialmente assente o troppo bassa. Nel roditore, la viremia diventa cronica e persistente. Il topo rimane viremico e infettante per tutta la vita senza mostrare alcun sintomo. |
| Sintomi | Gli orthohantavirus possono causare malattie gravi negli esseri umani. In Eurasia, DOBV, HTNV, SEOV e altri orthohantavirus trasportati da topi e ratti possono causare la HFRS. La gravità della HFRS varia da subclinica o lieve a grave e fatale, a seconda dell’ortohantavirus responsabile, della risposta immunitaria del paziente e di fattori genetici. La malattia è caratterizzata principalmente da un aumento della permeabilità vascolare, ipotensione, trombocitopenia e danno renale acuto (AKI). Tradizionalmente, la HFRS è suddivisa in cinque fasi: febbrile, ipotensiva, oligurica, poliurica e di convalescenza. Tuttavia, queste fasi possono sovrapporsi ed è spesso difficile distinguerle. In Europa, PUUV, trasportato dalle arvicole dei boschi, provoca tipicamente NE. Un altro orthohantavirus trasmesso dall’arvicola distribuito in tutta l’Eurasia è TULV, che può causare infezioni lievi. Nelle Americhe, SNV, ANDV e altri orthohantavirus trasportati da roditori sigmodentini possono causare la HPS. In Europa, le infezioni da orthohantavirus umano sono più frequentemente causate da PUUV, seguite da un numero ridotto di casi causati da DOBV. Casi causati da SEOV e TULV sono stati occasionalmente documentati anche in Europa. |
| Rischio di trasmissione attraverso le sostanze di origine umana (SoHO) | Trasmissione trasfusionale non documentata |
| Anamnesi sul donatore | Soggetti ad alto o basso rischio di esposizione |
| Misure sul donatore | I soggetti classificati a rischio alto o basso di esposizione, nota Ministero della Salute Prot. n. 3482 dell’11/05/2026, potranno essere ammessi alla donazione esclusivamente al termine del periodo di quarantena fiduciaria e di automonitoraggio passivo della durata di 42 giorni. |
| Test validati per uso trasfusionale | Non sono disponibili test specifici per i donatori |
| Plasmaderivati | In considerazione delle loro proprietà fisico chimiche, gli Hantavirus dovrebbero essere sensibili ai trattamenti utilizzati nel processo di frazionamento per la produzione di plasmaderivati |
Revisione effettuata a giugno 2026